
Un anno per crescere, conoscere e tramandare
Mi chiamo Giorgia Capra, ho 24 anni e il patrimonio culturale accompagna da tempo il mio percorso di studio e di vita.
Sono laureata in Valorizzazione del Patrimonio Culturale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e sto concludendo il mio percorso magistrale in Diritto, Amministrazione e Gestione del Patrimonio Culturale presso l’Università di Roma La Sapienza. Al di fuori dello studio, nel tempo libero svolgo attività di volontariato con il Gruppo FAI Giovani di Vercelli.
Un’esperienza che mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più al territorio e alla sua ricchezza culturale. Amo gli animali e mi considero una persona particolarmente empatica e sensibile, caratteristiche che cerco di portare anche nel mio modo di rapportarmi alle persone e al patrimonio.
Qui, tra Museo, Archivio e Biblioteca, ad affascinarmi sono soprattutto i libri antichi, i manoscritti e le loro decorazioni.
Ma più di ogni altra cosa mi colpisce ciò che rappresentano: la possibilità di conservare e tramandare nel tempo idee, storie e parole.
Ma perché il Servizio Civile?
La scelta di dedicare un anno della mia vita al Servizio Civile nasce dal desiderio di trasformare il mio percorso di studi in un’esperienza concreta.
Voglio mettermi in gioco in un contesto in cui poter imparare, collaborare e, allo stesso tempo, offrire il mio contributo.
Dopo aver approfondito le mie conoscenze sul patrimonio culturale sotto diversi punti di vista, sentivo il bisogno di avvicinarmi alla sua dimensione più quotidiana e concreta: quella fatta di persone, attività, cura, progettazione e confronto.
Il progetto “Cultura che cresce” rappresenta per me proprio questa possibilità. Mettere le mie conoscenze al servizio del territorio e contribuire a costruire un rapporto sempre più consapevole tra le giovani generazioni e il patrimonio culturale che le circonda.
A motivarmi particolarmente è l’idea di una cultura più accessibile, condivisa e vicina alle persone. Una cultura nella quale i giovani non siano soltanto destinatari, ma possano diventare parte attiva della vita culturale del territorio.
In questo senso, il Servizio Civile rappresenta un’occasione per mettermi alla prova, continuare a imparare e crescere, ma anche per restituire qualcosa al territorio che mi ha cresciuta.
I miei buoni propositi per quest’anno
Per questo nuovo anno mi auguro, prima di tutto, di imparare. Dalle persone che incontrerò, dalle esperienze che vivrò e anche dagli errori che faranno parte del mio percorso.
Vorrei diventare più sicura e responsabile, imparare a riconoscere i miei limiti e le mie debolezze, senza dimenticare di valorizzare i miei punti di forza.
Vorrei fare rete, conoscere nuove persone e nuove realtà, mettendo a disposizione ciò che so e aprendomi a tutto ciò che ancora non conosco. Perché il patrimonio culturale appartiene a tutti.
Abbiamo il diritto di conoscerlo, comprenderlo e viverlo. Ma anche la responsabilità di prendercene cura e il dovere di tramandarlo a chi verrà dopo di noi.
Ed è proprio da qui che vorrei iniziare questo anno, con la curiosità di chi vuole imparare, l’entusiasmo di chi vuole partecipare e la consapevolezza che, per conservare davvero la cultura, bisogna prima di tutto riuscire a farla sentire viva e propria.






