
Prendersi cura del patrimonio è tra gli obiettivi primari della Fondazione MTD, ma grazie ai progetti degli ultimi anni dedicati all’accessibilità e all’inclusione si sta prendendo cura dei propri interlocutori, attraverso azioni mirate per il coinvolgimento di pubblici fragili e di connessione intergenerazionale.
Il progetto MedicArti vuole essere un ponte tra queste due missioni.
Partendo dal restauro del codice XCVI, Liber Canonis Medicinae di Avicenna, cardine della medicina medievale e moderna, si vuole creare una comunità allargata, composta da chi sostiene economicamente l’intervento, chi lo restauro, chi si interessa della sua storia e del suo contesto. Parte della comunità saranno anche i diversi pubblici che entreranno in contatto con il manoscritto e con i risultati emersi: i medici operanti sul territorio, le scuole, i visitatori, i pubblici fragili, gli artisti contemporanei, nell’ottica un comune prendersi cura, di medicare l’arte e “farsi medicare” dall’arte.
Avicenna, in Biblioteca Capitolare
Il codice con segnatura XCVI contiene i primi due libri del Liber Canonis Medicinae composto da Avicenna.
Il Canone, nella sua versione completa, è diviso in cinque libri, ciascuno composto da fen (sezioni tematiche), e si configura come una vera e propria enciclopedia della medicina, cardine dell’insegnamento e della formazione all’interno delle Facoltà mediche europee dal XII al XVIII secolo.
Il testo originale venne composto dal medico e filosofo persiano Avicenna (980-1037) in lingua araba e tradotto in latino verso la fine del XII secolo, probabilmente da Gherardo da Cremona.
Il manoscritto oggi a Vercelli, composto da 175 fogli di fine pergamena, contiene le res universales scientie medicine e i cosiddetti “semplici”, ossia le piante medicinali.
Il libro, prodotto sul finire del XIII secolo, venne donato dal canonico Venturino de Garganis de Pergamo, personaggio di rilievo nel panorama culturale e politico del momento.
Avicenna, al Museo del Tesoro del Duomo
Per sostenere il restauro conservativo della legatura del manoscritto di Avicenna, dal 21 novembre al 14 dicembre il Museo del Tesoro del Duomo ospita la mostra Contemporanei Codici. Avicenna 1000 anni dopo.
14 libri d’artista ispirati al codice medievale, alla sua storia e alla medicina che fanno da ponte con la collezione permanente delle sale.
Inoltre, per avvicinare il pubblico e le famiglie, sono previsti appuntamenti dedicati alla scoperta del manoscritto e delle opere ad esso ispirate.
Sabato 23 novembre alle ore 15 si terrà il laboratorio per famiglie saranno invitate a sperimentare pozioni e ricette nell’ambito del laboratorio Intrugli medievali.
Sabato 14 dicembre, alle 15, si inizia a parlare di addobbi con il laboratorio Natale con Avicenna.
Sempre sabato 14 dicembre, inoltre, alle ore 10, ci sarà una speciale visita dedicata ad Avicenna tra manoscritti e libri d’artista rivolta agli adulti, con percorso guidato alla Biblioteca Capitolare e ingresso al Museo del Tesoro del Duomo (ingresso € 10, ridotto € 8 Abbonamento Musei).
Info e prenotazioni: info@tesorodelduomovc.it oppure 3318083903 (anche WhatsApp).
Per le scuole
Oltre ai consueti percorsi dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, è possibile partecipare all’attività speciale sul tema della medicina medievale.
Si può personalizzare l’esperienza di visita alla Biblioteca Capitolare con visita all’Abbazia di S. Andrea, al chiostro e alle strutture superstiti dell’antico ospedale annesso.
In laboratorio, oltre alle attività di calligrafia e miniatura si possono riscoprire e sperimentare con vista, tatto e olfatto alcuni dei “semplici” che ancora oggi troviamo sulle nostre tavole.
Grazie alla collaborazione con il Museo della Farmacia Picciòla è possibile prolungare l’esperienza con la visita alla suggestiva collezione vercellese di via Galileo Ferraris.
I sostenitori
Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione con AMCI-sezione di Vercelli e StudioDieci Art Gallery e sostenuto economicamente dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Fondazione CR Vercelli e dall’Arcidiocesi di Vercelli.






