
1 manoscritto, 1 museo e 14 artisti. 1 progetto, 1 mostra, 14 opere da comprendere.
E’ stata inaugurata il 21 novembre 2024 Contemporanei codici. Avicenna 1000 anni dopo, esposizione temporanea proposta dal Museo del Tesoro del Duomo in collaborazione con StudioDieci/vc e l’Associazione Medici Cattolici Italiani.
Il progetto
Tutto è nato da un antico manoscritto della Biblioteca Capitolare per il quale è necessario il restauro della legatura. AMCI, guidata da Elvira De Marino, si propone dunque di affiancare la cura del corpo, attraverso i suoi medici, alla cura per la cultura che crea benessere, mediante il restauro della legatura. Al fine di raccogliere i fondi necessari, insieme a Carla Crosio di StudioDieci/vc, AMCI ha realizzato un catalogo e chiesto a 14 artisti contemporanei di restituire la loro suggestione del libro per creare 14 opere che saranno poi vendute dopo il 14 dicembre, al termine dell’esposizione.
Gli artisti – parte 2: Sambonet
Ormai quasi vent’anni fa Giorgio Sambonet ha regalato alla città di Vercelli parte della sua storia personale, magistralmente codificata da Elisabetta Dellavalle ne Il cammino di un uomo.
Il Museo del Tesoro del Duomo si è così arricchito della possibilità di raccontare al pubblico non solo la spiritualità aulica, ecclesiastica ed eterea, ma anche quella laica, forse profana, sicuramente materica e tangibile. Attraverso Giorgio Sambonet ciò che nelle sale rimanda al cielo ritorna a terra, per dare ai visitatori la possibilità di iniziare, proseguire, continuare il proprio cammino spirituale. Il cammino tra fisicità ed effimera percezione dell’anima. Ma sono molte le strade che svelano noi stessi.
Lo evidenzia Margherita Levo Rosemberg con Nodi e snodi della scienza medica, polimaterico libro nel quale spiccano le pellicole radiografiche. Idealmente un “guardarsi dentro” sospeso tra il metaforico e il letterale, alla ricerca del proprio Io e della spiritualità. Il Corpus (Salvatore Giò Gagliano) però è materia: organi, ossa, sistemi. Il corpo è pelle che può cicatrizzarsi, ribellarsi, raccontare la storia dell’individuo attraverso il segno, come un manoscritto.
Il corpo si ammala e guarisce. La legatura di un manoscritto si rovina e viene restaurata. Simbolicamente le nostre vite sono parallele a quelle dei testi del passato: piene entrambe di significato, di conoscenza e di trascendenza. In una sorta di riflessione e meditazione continua Federica Patera + Andrea Sbra Perego propongono Aum che rimanda direttamente all’Oriente, ad Avicenna e alla tradizione shivaita per la quale il corpo supporta la coscienza, di per sé indipendente.
Caterina Del Nero, con Pagine mediche, processo curativo, libro collocato proprio di fronte a Ehonceo di Sambonet, richiama la matericità e la caducità del corpo, senza tuttavia esaltarne la fragilità, ma, al contrario, sottolineandone la capacità di rigenerarsi. Chiude il dialogo con Sambonet Michela Cavagna che, con Trust, simbolicamente ultimo passo della ricerca della verità, del significato e dell’ordine nel caos.
Levo Rosemberg, Gagliano, Patera + Sbra, Del Nero e Cavagna
Margherita Levo Rosemberg, piemontese, è laureata in Medicina con specializzazione in psichiatria. Ha coniugato le sue conoscenze con la sua delicatezza artistica occupandosi di arteterapia. La sua statura intellettuale e i suoi processi artistici si legano, sia nella teoria sia nella pratica, alle applicazioni psicoterapeutico dei linguaggi dell’arte.
Salvatore Giò Gagliano, vercellese, artista, fotografo, educatore. Le opere di Gagliano raccontano la bellezza della diversità, lo stupore dell’inclusione e la lotta contro ogni tipo di discriminazione. Attraverso l’artista le opere diventano strumenti attivi nelle mani e nei pensieri di chi le guarda, mezzi con cui è possibile leggere un mondo diverso, migliore, da costruire aprendosi e accettando le sue sfumature.
Federica Patera e Andrea Sbra Perego sono un art duo, un’unica espressione dei linguaggi di letteratura e arte che, una volta assorbiti insieme, si rivelano potenti. Lavorano insieme tra Torino, Milano e New York, occupandosi, lui, di esprimere con tecniche diverse l’interazione dell’uomo con lo spazio urbano, lei di dirimere l’iter di costruzione della realtà trascendendo i limiti dello spazio e del tempo. Il duo è nato ufficialmente nel 2017 con il progetto RAR, che si concentra sul valore dell’analogia in letteratura.
Caterina Del Nero è designer e artista. Ha partecipato a svariate esposizioni nazionali e internazionali dopo essersi laureata in disegno industriale. La sua visione artistica è concentrata sulla ricerca dell’invisibile e non identificato attraverso le potenzialità derivate dalla sperimentazione.
Michela Cavagna, biellese, ha fondato il laboratorio ArsalitArtes ispirata dalla pioniera del design tessile Anni Albers. Visual e fiber artist, la sua produzione artistica è stata influenzata dallo studio delle culture e delle tecniche asiatiche, direttamente sul campo. Grazie ai molteplici sistemi padroneggiati, le sue opere rimandano a profonde riflessioni sul mondo femminile e sul mondo onirico e trascendentale.






