
In occasione della 96° Adunata Nazionale degli Alpini 2025 (Biella, 9-11 maggio) il Museo del Tesoro del Duomo propone un percorso indipendente dedicato alla figura di Don Secondo Pollo. Il sacerdote, cappellano militare presso il 3° battaglione Alpini “Val Chisone”, è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II a Vercelli nel 1998.
In museo, nelle Stanze del Papa, è ricordato il sacrificio di don Pollo celebrandone l’ultimo atto: il dono di sé stesso oltre la morte. Sono infatti esposte l’originale bolla di beatificazione ed i documenti della canonizzazione.
Chi era Don Secondo Pollo?
Don Secondo Pollo è nato nel 1908 presso la cascina buronzina di Caresanablot, paese alle porte di Vercelli. Figlio di braccianti agricoli, uno di sei fratelli, ha contribuito alla sopravvivenza della famiglia, andando per campi come barletè, portando l’acqua ai contadini.
Pio fin dall’infanzia, dopo aver frequentato le scuole elementari di Caresanablot, proseguì gli studi presso le Scuole Cristiane di Vercelli, percorrendo ogni giorno a piedi circa 5 km. A 11 anni è entrato nel seminario minore di Moncrivello (VC) e li ha terminati a Roma ottenendo la laurea in filosofia nel 1931 alla Pontificia Accademia di San Tommaso ed in teologia alla Pontificia Università Gregoriana. Il 15 agosto dello stesso anno è ordinato sacerdote presso la chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Sostegno (BI), dove l’Arcivescovo Giacomo Montanelli si trovava per la visita pastorale estiva. La sua vita tuttavia fu divisa tra gli studi, l’impegno pastorale e la cura degli infermi alla quale dedicava moltissimo tempo.
Cappellano tra gli alpini
Con fervore e dedizione nel 1940 ha accettato il ruolo di cappellano militare, affrontando i campi di guerra con la sua valigetta contenente l’altare portatile. Questo fu il momento in cui diventò l’atleta di Dio: ogni giorno la messa, dopo aver percorso kilometri a piedi, ogni giorno l’Eucarestia per combattere le brutture, le attese, gli stalli e la paura della guerra. Congedato il 14 novembre del 1940, dopo aver ripreso le sue innumerevoli attività pastorali, fu richiamato nel battaglione alpino Val Chisone, tre mesi dopo, nel febbraio 1941. Il 26 dicembre di quell’anno celebrò la sua ultima messa in tenda, prima di seguire il battaglione nella piana del Dragali in Montenegro, a 1000 metri di quota, coperto dal fuoco amico dei reparti di Artiglieria Alpina del Val D’Orco. Ma a metà mattina, improvvisamente, una raffica di fuoco nemico attaccò la compagine e, di fronte alle urla di un Alpino ferito, don Secondo Pollo corse in suo soccorso. I proiettili colpirono tuttavia anche il sacerdote, con una potenza esplosiva che quasi gli staccò le gambe. In punto di morte non chiese aiuto per lasciare il posto ad altri e morì così dissanguato dichiarando ai suoi compagni:
Vado a Dio che è tanto buono
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Vieni in Museo e visita la sezione dedicata a don Pollo.
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